Una separazione o un divorzio possono avere conseguenze destinate a durare molti anni. Figli, casa, patrimonio, mantenimento e organizzazione della vita familiare richiedono decisioni importanti, spesso proprio nel momento in cui il conflitto rende più difficile valutare la situazione con lucidità.
Sono l’Avv. Matteo Ruffinotti e da oltre quindici anni mi occupo prevalentemente di diritto di famiglia.
Quando esamino una vicenda parto dai fatti, ricostruisco ciò che è accaduto, verifico la documentazione e valuto quali circostanze abbiano effettiva rilevanza giuridica. Solo a quel punto è possibile stabilire quali risultati siano concretamente perseguibili e quali elementi possano sostenere le richieste del cliente.
Separazione e divorzio
La possibilità di raggiungere un accordo merita sempre di essere valutata. Una separazione consensuale o un divorzio congiunto possono ridurre tempi, costi e tensioni, purché le condizioni concordate tutelino adeguatamente gli interessi coinvolti.
La rapidità, da sola, non misura la qualità di un accordo. Le condizioni definite oggi possono disciplinare per anni i rapporti economici tra gli ex coniugi e, in presenza di figli, incidere a lungo sulla loro organizzazione quotidiana. Un accordo va quindi valutato anche considerando le conseguenze che potrà produrre nel tempo.
Quando le posizioni sono incompatibili e diventa necessario affrontare un procedimento giudiziale, l’analisi cambia. Ogni richiesta deve avere un fondamento giuridico ed essere sostenuta dai fatti e dalle prove disponibili. La convinzione di avere ragione, per quanto comprensibile, non sostituisce ciò che può essere dimostrato in giudizio.
Figli, affidamento e collocamento
La fine della relazione tra i genitori apre il problema di costruire un nuovo equilibrio per i figli.
Affidamento, collocamento, tempi di permanenza con ciascun genitore e decisioni di maggiore interesse devono essere valutati partendo dalla situazione concreta del minore e della famiglia. La conflittualità tra i genitori, le rispettive capacità genitoriali, l’organizzazione precedente alla separazione, le esigenze dei figli e la concreta possibilità di garantire loro rapporti equilibrati assumono un peso diverso da caso a caso.
Una conflittualità elevata, da sola, non conduce automaticamente all’affidamento esclusivo. Allo stesso modo, la suddivisione matematica dei giorni trascorsi con ciascun genitore non rappresenta di per sé la soluzione migliore.
In alcune vicende entrano poi in gioco consulenze tecniche, servizi sociali e altri strumenti di valutazione e tutela. In questi procedimenti diventa ancora più importante distinguere il conflitto della coppia dalle questioni che riguardano realmente i figli e, soprattutto, separare le affermazioni dai fatti che possono essere provati.
Mantenimento dei figli, del coniuge e assegno divorzile
Quanto dovrò pagare? Quanto posso chiedere?
Sono tra le prime domande che vengono poste durante una consulenza. Per dare una risposta attendibile occorre però ricostruire la situazione economica nel suo complesso.
Redditi, patrimonio, disponibilità finanziarie, capacità lavorativa, tenore di vita e concrete esigenze dei figli possono assumere rilievo nella determinazione degli obblighi economici. Anche una situazione reddituale apparentemente semplice può richiedere un’analisi più approfondita quando i dati dichiarati non rappresentano interamente le effettive disponibilità delle parti.
Occorre inoltre distinguere istituti che vengono spesso confusi. Il mantenimento dei figli, il contributo dovuto al coniuge durante la separazione e l’assegno divorzile rispondono a presupposti differenti. La loro quantificazione non deriva dall’applicazione di una formula matematica e richiede la valutazione degli elementi rilevanti nel singolo caso.
Modifica delle condizioni di separazione e divorzio
Le condizioni stabilite al momento della separazione o del divorzio riflettono una determinata situazione familiare ed economica. Nel tempo quella situazione può cambiare.
Un figlio cresce, cambiano le sue esigenze, uno dei genitori può perdere o incrementare il proprio reddito, possono mutare gli assetti patrimoniali o l’organizzazione familiare.
Il cambiamento, tuttavia, deve essere giuridicamente rilevante. Occorre individuare il fatto sopravvenuto, documentarlo e verificare in quale misura incida sui presupposti che avevano determinato le precedenti condizioni.
È su questa analisi che deve essere costruita una richiesta di modifica dell’affidamento, dei tempi di frequentazione o degli obblighi economici.
Patrimonio, immobili e disponibilità finanziarie
Nelle controversie familiari la situazione economica delle parti può diventare uno degli aspetti più delicati.
Reddito e patrimonio sono dati differenti e devono essere esaminati come tali. Immobili, investimenti, partecipazioni societarie, disponibilità finanziarie e movimentazioni bancarie possono assumere rilievo, ma il loro peso dipende dalla questione sottoposta al giudice e dal contesto nel quale devono essere valutati.
Per questo evito conclusioni costruite sulla semplice presenza di un bene o su un singolo dato economico. Prima occorre ricostruire la situazione; successivamente stabilire quale significato giuridico possa assumere all’interno del procedimento.
La differenza può sembrare sottile. In una causa, spesso, non lo è affatto.
Prima della strategia vengono i fatti
Ritengo poco utile indicare una strategia prima di avere compreso i fatti sui quali dovrebbe essere costruita.
Per questa ragione considero la prima consulenza una fase di lavoro a tutti gli effetti. Esamino la vicenda, gli eventuali provvedimenti già emessi e la documentazione disponibile; verifico quali richieste abbiano fondamento, quali possano essere sostenute e quali, invece, rischino di creare aspettative difficilmente realizzabili.
Può accadere che la conclusione sia diversa da quella immaginata dal cliente. Preferisco che emerga all’inizio, quando esistono ancora margini per scegliere consapevolmente come procedere.
Una causa familiare può incidere per anni sui figli, sul patrimonio e sugli equilibri economici. Prima di iniziarla occorre conoscere la propria posizione, comprenderne i punti di forza e individuare quelli che potrebbero diventare una criticità nel corso del giudizio.
Esperienza nel diritto di famiglia
Esercito la professione forense da oltre quindici anni e il diritto di famiglia rappresenta una parte prevalente della mia attività professionale.
Faccio parte della Commissione Famiglia e della Commissione Monitoraggio Legislativo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.
L’attività professionale viene affiancata dallo studio costante dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale. Nell’Osservatorio giurisprudenziale dello Studio analizzo decisioni della Corte di Cassazione e dei giudici di merito che possono incidere concretamente nei procedimenti di separazione, divorzio, affidamento e mantenimento.
L’interesse, per chi esercita questa professione, sta soprattutto nelle conseguenze pratiche di una decisione: capire come un principio affermato dai giudici possa incidere sulla strategia e sulla tutela di chi si trova ad affrontare una situazione analoga.
Studio legale ad Alessandria
Ricevo presso lo Studio Legale Ruffinotti & Partners in Corso Roma 97, Alessandria, previo appuntamento.
Le consulenze possono svolgersi anche in videoconferenza.
